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Per un mondo migliore - Para un mundo mejor - Pour un monde meilleur

Daniela

Educare l'infanzia alla pace

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Educare l'infanzia alla pace

I nostri figli sono il seme del futuro, da quello che manifestano si traccia il percorso del mondo. Cerchiamo dialogo, comprensione e confronto con i giovani per un mondo migliore.

Members: 11
Latest Activity: Dec. 7, 2008

Ascoltiamoli e lavoriamo insieme


Proviamo ad aprire il cuore alla sensibilità, alla ricerca di dialogo, alla comprensione verso i disagi e le aspettative dei nostri figli.

Cerchiamo strategie che siano semi vivi per dare sostegno alle paure e alle strategie dei genitori che sono confusi.

Siamo genitori ma siamo anche figli di questo mondo in evoluzione, offriamo il meglio possibile perchè le nostre paure, l'aggressività a causa dello stress non diventino esempio per i nostri figli.

Un buon cammino
Daniela


We try to open the heart to the sensibility, to the search of dialogue, to the understanding toward the uneasiness and the expectations of our children.

We seek strategies that are alive seeds to give support to the fears and the strategies of his/her/their parents that are confused.

We are parents but we are also children of this world in evolution, we offer the possible best because our fears, the aggressiveness because of the stress doesn't become example for our children.

A good walk
Daniela



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Daniela

Education for children educazione per bambini

Started by Daniela Sep. 27, 2008.

Daniela

Solo quattro domande - Only four questions

Started by Daniela Sep. 13, 2008.

Infanzia ed educazione

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Daniela Comment by Daniela on September 25, 2008 at 10:56pm
GENITORI SODDISFATTI DALLA MEDICINA NON CONVENZIONALE APPLICATA AI FIGLI

I dati di una indagine condotta dalla Società Italiana di pediatria

Le medicine non convenzionali si diffondono sempre di più nel nostro Paese tanto che oltre il 95% dei genitori che hanno fatto ricorso a tali rimedi per i loro bambini e' rimasto soddisfatto. Lo documenta una indagine nazionale sull'utilizzo di medicine non convenzionali in ambito pediatrico, svolta in occasione del convegno "Nuove tendenze in diagnostica e terapia pediatrica" in programma a Bologna dal 25 al 27 settembre. Lo studio - presentato oggi ai giornalisti e patrocinato dalla Societa' italiana di pediatria e dalla Societa' italiana di tossicologia - e' stato svolto su un campione di 600 genitori con figli dai zero ai 10 anni che avessero gia' utilizzato medicinali non convenzionali. Nello specifico, la quasi totalita' del campione ha mostrato di conoscere l'omeopatia e la fitoterapia, le due pratiche anche piu' utilizzate. La floriterapia (fiori di Bach) e' conosciuta dal 90% del campione ma utilizzata solo da poco piu' di un terzo. Anche l'agopuntura (conosciuta nell'87% dei casi) e' utilizzata solo dal 9%. Tra le patologie curate con medicine non convenzionali spiccano al primo posto quelle otorinolaringoiatriche (68,7% dei casi) seguite dalle malattie dello stomaco o dell'intestino (37,3%) e dai disturbi del sonno e del comportamento (30,9%). I rimedi non convenzionali sono utilizzati anche come prevenzione: questo accade in forte prevalenza al nord rispetto al sud (53,3% contro il 38,2%) e tra i genitori laureati rispetto a quelli con istruzione media inferiore. Secondo lo studio, la principale motivazione (90% del campione) per la quale si usano medicine non convenzionali consiste nel fatto di ritenerle rimedi piu' naturali. Piu' della meta' dei casi, inoltre, ritiene che non abbiano effetti collaterali e meno del 20% e' convinto, invece, che siano piu' efficaci dei farmaci convenzionali. E' stato il pediatra, nella maggior parte dei casi (60,9%) a prescrivere questi rimedi; seguono il farmacista e l'erborista. La ricerca sottolinea che "e' verosimile ritenere che nei prossimi anni vi sara' un'ulteriore espansione delle medicine non convenzionali in virtu' di una forte esigenza di naturalita' espressa, come sfogo, da chi vive nei contesti sociali a maggior sviluppo economico". Un impedimento all'utilizzo di questi medicinali e' stato individuato nell'aspetto economico tanto che, l'89% del campione vorrebbe un rimborso (come avviene per i farmaci tradizionali) dal Servizio sanitario nazionale.
Daniela Comment by Daniela on September 16, 2008 at 4:55pm
L'UNICEF nelle emergenze

El Geneina (Darfur settentrionale, Sudan): una donna spazza la sabbia attorno al suo riparo, costruito con teli impermeabili che recano l'emblema dell'UNICEF - ©UNICEF/HQ04-0908/S.Noorani Guerre, conflitti non dichiarati, terremoti, epidemie, siccità... in molte parti del mondo, emergenze naturali e disastri provocati dall'uomo continuano a colpire le popolazioni più indifese e, primi fra tutti, i bambini.

L'UNICEF interviene nelle prime fasi di una crisi umanitaria con aiuti di primo soccorso (alimenti per l'infanzia, tende, attrezzature per la sopravvivenza, medicinali) e con team di specialisti locali e internazionali.

Fra i compiti principali della nostra organizzazione, in quasi tutte le situazioni di emergenza, vi è l'indagine in tempi rapidi sui bisogni urgenti dell'infanzia, in base alla quale orientare il flusso di aiuti anche per le altre organizzazioni umanitarie impegnate sul posto.

Nelle fasi successive, l'UNICEF contribuisce a garantire condizioni sanitarie e igieniche accettabili per i bambini e le loro famiglie nei centri di accoglienza per sfollati e rifugiati, ad esempio rifornendo gli ambulatori, scavando pozzi e latrine o installando sistemi idrici provvisori.

Inoltre, non appena possibile, l'UNICEF organizza la ripresa delle attività educative.

L'UNICEF, sempre in coordinamento con le altre agenzie ONU e con l'apporto delle Organizzazioni non governative (ONG) partner, partecipa in vario modo alle operazioni delle fasi post-emergenza ricostruendo le scuole, rifornendo e riabilitando i centri sanitari, formando nuovi insegnanti, realizzando programmi di educazione alla pace e prevenzione dei pericoli legati alle mine antipersona e con molte altre attività.

In questa sezione puoi approfondire la conoscenza sugli interventi dell'UNICEF nelle principali crisi umanitarie in corso negli ultimi mesi: i conflitti mai sopiti del Sudan (a cominciare da quello in Darfur) e della Repubblica Democratica del Congo, le gravi tensioni in Medio Oriente e in Somalia, il conflitto in corso in Iraq e altre ancora.

Una speciale attenzione è dedicata anche alle cosiddette "emergenze dimenticate": crisi umanitarie poco note e sottofinanziate, che rappresentano buona parte dell'Appello umanitario lanciato dall'UNICEF per il 2008.
Daniela Comment by Daniela on September 16, 2008 at 4:54pm
Promozione dei diritti dell'infanzia in Italia

Promuovere i diritti dell'infanzia in Italia è un impegno che deriva direttamente dalla Convenzione e dai suoi due Protocolli Opzionali, che l'Italia ha ratificato rispettivamente con legge n.176/91 e con legge n.46/2002.

La Convenzione sui diritti dell'infanzia introduce un cambiamento radicale di prospettiva perché impegna gli Stati parti ad adoperarsi non solo per proteggere l'infanzia e rispondere ai suoi bisogni fondamentali, ma anche per promuovere i diritti dei bambini e degli adolescenti in quanto soggetti di diritti al pari degli adulti.

Questo impegno deve tradursi in precise politiche e piani d'azione, affinché i diritti dell'infanzia siano non solo formalmente riconosciuti ma anche effettivamente esercitati dai bambini e dagli adolescenti.

Per questo scopo, il l'UNICEF Italia svolge una vasta attività di sensibilizzazione e di promozione dei diritti dell'infanzia su tutto il territorio nazionale, attraverso una serie di iniziative culturali ed informative nell'ottica della collaborazione e della partecipazione.



I soggetti coinvolti nell'impegno della tutela dei diritti dell'infanzia sono i seguenti: le istituzioni , le associazioni, gli esperti, gli operatori, i volontari, l'opinione pubblica e in modo particolare, gli stessi bambini ed adolescenti.
Daniela Comment by Daniela on September 16, 2008 at 4:52pm
Garante nazionale per l'infanzia e l'adolescenza
Presentazione
Tutti i bambini hanno diritto al nome, tramite la registrazione all'anagrafe subito dopo la nascita, alla nazionalità, hanno il diritto di avere un'istruzione, hanno il diritto di giocare e di essere tutelati da tutte le forme di sfruttamento e di abuso. Hanno il diritto alla vita e alla salute, di esprimere la propria opinione e il diritto ad essere informati. Recita il testo della Convenzione sui diritti del fanciullo, approvata dalle Nazioni Unite nel 1989 e ratificata in Italia nel 1991.

Con l'istituzione del Garante nazionale per l'infanzia e l'adolescenza, approvato oggi dal Consiglio dei ministri del 1° agosto, il nostro Paese si dota di uno strumento fondamentale per dare attuazione ai principi e ai precetti sanciti dalla Convenzione internazionale.

Una "svolta epocale" in materia di diritti dell'infanzia e dell'adolescenza l'ha definito il ministro delle Pari opportunità, Mara Carfagna, presentanto il disegno di legge nel corso di una conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri. Il ministro ha poi ricordato che la figura del Garante è già presente in altri Paesi europei e del Nord America, sottolineando che in questo modo l'Italia "colmerà un vuoto" nell'ordinamento rispondendo così alle "sollecitazioni internazionali e dell'Europa".

Il disegno di legge (documento .pdf) che istituisce il Garante prevede la messa a disposizione di un numero telefonico gratuito d’emergenza 114 per la segnalazione di violazioni dei diritti dei minori.

Il Garante è un organo monocratico la cui nomina è affidata all'intesa dei due Presidenti della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica. Il Garante deve essere indipendente e avere una comprovata professionalità ed esperienza nei campi del disagio minorile e delle problematiche familiari ed educative. La durata dell'incarico è di 4 anni, rinnovabile per non più di una volta.

Il Garante esercita la sua attività a favore dei diritti dei minori anche mediante compiti di proposta, consultivi, di informazione e di ascolto dei minori.

Sul provvedimento verrà acquisito il parere della Conferenza Stato-Regioni.

Redazione Internet - Rosella Rega (r.rega@governo.it)
Daniela Comment by Daniela on September 16, 2008 at 4:33pm
Roma - Il Garante dell'Infanzia e dell'Adolescenza della Regione ha aperto la sua prima sede decentrata a Viterbo: prima di una serie di sedi provinciali che verranno attivate in tutto il Lazio. Per l'occasione dell'apertura, si è svolto a Viterbo un convegno dal titolo 'Farsi carico e prendersi cura dell'infanzia e dell'adolescenza', organizzato dal Garante dell'Infanzia, in collaborazione con il Comune di Viterbo e il Comitato provinciale dell'Unicef. Ad aprire i lavori, una relazione del vescovo della diocesi di Viterbo, S.E. Mons. Lorenzo Chiarinelli. Il convegno è stato preceduto da un incontro del Garante con tutti gli attori dei servizi sociali della provincia e dei comuni del territorio e del privato sociale.


A settembre apriranno 10 nuovi asili nido a Roma e nelle province
La figura del Garante dell'Infanzia e dell'Adolescenza era stata istituita nel 2002 con legge regionale, ma è stata la Giunta Marrazzo a nominare, il 22 giugno 2007, Francesco Alvaro primo Garante del Lazio. Compito del Garante è di intervenire nei procedimenti amministrativi e raccomandare l'adozione di specifici provvedimenti qualora vi siano condotte omissive da parte delle competenti amministrazioni. Inoltre, il Garante provvede a denunciare alle autorità competenti e a riferire alla Regione, gravi situazioni di rischio o danno per minori.
Daniela Comment by Daniela on September 15, 2008 at 11:48pm



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Daniela Comment by Daniela on September 14, 2008 at 6:23pm
"Un uomo di pace non e' un pacifista.
Un uomo di pace e' semplicemente un lago di silenzio.
Egli pulsa e irradia un nuovo tipo di energia nel mondo, canta una canzone nuova.
Egli vive in un modo completamente nuovo.
Il suo stesso modo di vivere e' quello della grazia, quello della preghiera,
quello della compassione.
In chiunque tocchi, egli crea piu' energia d'amore. L'uomo di pace e' creativo.
Egli non e' contro la guerra perche' essere contro qualsiasi cosa e' essere in guerra.
Egli non e' contro la guerra: semplicemente comprende perche' la guerra esiste,
ed e' proprio sulla base di questa comprensione che diventa pieno di pace.
Solo quando ci saranno piu' persone che sono laghi di pace, silenzio, comprensione,
la guerra scomparira'."


(OSHO, from: 'Zen: The Path of Paradox, vol II)

"A man of peace not and' a pacifist.
A man of peace and' simply a lake of silence.
He pulsates and it radiates a new type of energy in the world, it sings a new song.
He lives in a completely new way.
His/her same way of living and' that of the grace, that of the prayer,
that of the compassion.
In whoever touches, he creates more' energy of love. The man of peace and' creative.
Him not and' against the war because' to be against anything and' to be in war.
Him not and' against the war: simply he/she understands because' the war exists,
and and' really on the base of this understanding that becomes full of peace.
Only when there will be more' people that are lakes of peace, silence, understanding,
the war will disappear'. "


(OSHO, from: 'Zen: The Path of Paradox, vol II)
Swami Amrit Rishi Comment by Swami Amrit Rishi on September 14, 2008 at 6:19pm

Swami Amrit Rishi Comment by Swami Amrit Rishi on September 14, 2008 at 6:13pm

Daniela Comment by Daniela on September 13, 2008 at 7:16pm
Convenzione ONU sui Diritti dell'Infanzia

Afghanistan - ©UNICEF/HQ00-0965/R.LeMoyne La Convenzione sui diritti dell'infanzia rappresenta lo strumento normativo internazionale più importante e completo in materia di promozione e tutela dei diritti dell'infanzia.
Contempla l'intera gamma dei diritti e delle libertà attribuiti anche agli adulti (diritti civili, politici, sociali, economici, culturali).

Costituisce uno strumento giuridico vincolante per gli Stati che la ratificano, oltre ad offrire un quadro di riferimento organico nel quale collocare tutti gli sforzi compiuti in cinquant'anni a difesa dei diritti dei bambini.

La Convenzione è stata approvata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre del 1989 a New York ed è entrata in vigore il 2 settembre 1990.

L'Italia ha ratificato la Convenzione il 27 maggio 1991 con la legge n. 176 e a tutt'oggi 193 Stati, un numero addirittura superiore a quello degli Stati membri dell'ONU, sono parte della Convenzione.


In quanto dotata di valenza obbligatoria e vincolante, la Convenzione del 1989, obbliga gli Stati che l'hanno ratificata a uniformare le norme di diritto interno a quelle della Convenzione e ad attuare tutti i provvedimenti necessari ad assistere i genitori e le istituzioni nell'adempimento dei loro obblighi nei confronti dei minori.

Di fondamentale importanza è il meccanismo di monitoraggio previsto dall'art. 44: tutti gli Stati sono infatti sottoposti all'obbligo di presentare al Comitato dei Diritti dell'Infanzia un rapporto periodico (a 2 anni dalla ratifica e, in seguito, ogni 5 anni) sull'attuazione, nel loro rispettivo territorio, dei diritti previsti dalla Convenzione.


Secondo la definizione della Convenzione sono "bambini" (il termine inglese "children", in realtà, andrebbe tradotto in "bambini e adolescenti") gli individui di età inferiore ai 18 anni (art. 1), il cui interesse deve essere tenuto in primaria considerazione in ogni circostanza (art. 3).

Tutela il diritto alla vita (art. 6), nonché il diritto alla salute e alla possibilità di beneficiare del servizio sanitario (art. 24), il diritto di esprimere la propria opinione (art. 12) e ad essere informati (art. 13).

I bambini hanno diritto al nome, tramite la registrazione all'anagrafe subito dopo la nascita, nonché alla nazionalità (art.7), hanno il diritto di avere un'istruzione (art. 28 e 29), quello di giocare (art. 31) e quello di essere tutelati da tutte le forme di sfruttamento e di abuso (art. 34).


La Convenzione sollecita i Governi ad impegnarsi per rendere i diritti in essa enunciati prioritari e per assicurarli nella misura massima consentita dalle risorse disponibili.

Alla Convenzione sui Diritti dell'Infanzia si accompagnano due Protocolli opzionali che l'Italia ha ratificato il 9/5/2002 con legge n. 46.

Preambolo
Gli Stati parti alla presente Convenzione

Considerando che, in conformità con i principi proclamati nella Carta delle Nazioni Unite, il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana nonché l'uguaglianza e il carattere inalienabile dei loro diritti sono le fondamenta della libertà, della giustizia e della pace nel mondo,

Tenendo presente che i popoli delle Nazioni Unite hanno ribadito nella Carta la loro fede nei diritti fondamentali dell'uomo e nella dignità e nel valore della persona umana e hanno risolto di favorire il progresso sociale e di instaurare migliori condizioni di vita in una maggiore libertà,

Riconoscendo che le Nazioni Unite nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo e nei Patti internazionali relativi ai Diritti dell'Uomo hanno proclamato e hanno convenuto che ciascuno può avvalersi di tutti i diritti e di tutte le libertà che vi sono enunciate, senza distinzione di sorta in particolare di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di ogni altra opinione, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di ogni altra circostanza,

Rammentando che nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo le Nazioni Unite hanno proclamato che l'infanzia ha diritto a un aiuto e a un'assistenza particolari,

Convinti che la famiglia, unità fondamentale della società e ambiente naturale per la crescita e il benessere di tutti i suoi membri e in particolare dei fanciulli, deve ricevere la protezione e l'assistenza di cui necessita per poter svolgere integralmente il suo ruolo nella collettività,
Riconoscendo che il fanciullo ai fini dello sviluppo armonioso e completo della sua personalità deve crescere in un ambiente familiare in un clima di felicità, di amore e di comprensione,

In considerazione del fatto che occorre preparare pienamente il fanciullo ad avere una sua vita individuale nella società, ed educarlo nello spirito degli ideali proclamati nella Carta delle Nazioni Unite, in particolare in uno spirito di pace, di dignità, di tolleranza, di libertà, di uguaglianza e di solidarietà,

Tenendo presente che la necessità di concedere una protezione speciale al fanciullo è stata enunciata nella Dichiarazione di Ginevra del 1924 sui diritti del fanciullo e nella Dichiarazione dei Diritti del Fanciullo adottata dall'Assemblea generale il 20 novembre 1959 e riconosciuta nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, nel Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici - in particolare negli artt. 23 e 24 - nel Patto internazionale relativo ai diritti economici, sociali e culturali - in particolare all'art. 10 - e negli Statuti e strumenti pertinenti delle Istituzioni specializzate e delle Organizzazioni internazionali che si preoccupano del benessere del fanciullo,

Tenendo presente che, come indicato nella Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo il fanciullo, a causa della sua mancanza di maturità fisica e intellettuale, necessita di una protezione e di cure particolari, ivi compresa una protezione legale appropriata, sia prima che dopo la nascita,

Rammentando le disposizioni della Dichiarazione sui principi sociali e giuridici applicabili alla protezione e al benessere dei fanciulli, considerati soprattutto sotto il profilo della prassi in materia di adozione e di collocamento familiare a livello nazionale e internazionale; dell'insieme delle regole minime delle Nazioni Unite relative all'amministrazione della giustizia minorile (Regole di Pechino) e della Dichiarazione sulla protezione delle donne e dei fanciulli in periodi di emergenza e di conflitto armato,

Riconoscendo che vi sono in tutti i paesi del mondo fanciulli che vivono in condizioni particolarmente difficili e che è necessario prestare loro una particolare attenzione,
Tenendo debitamente conto dell'importanza delle tradizioni e dei valori culturali di ciascun popolo per la protezione e lo sviluppo armonioso del fanciullo,

Riconoscendo l'importanza della cooperazione internazionale per il miglioramento delle condizioni di vita dei fanciulli in tutti i paesi, in particolare nei paesi in via di sviluppo,


Ddl governativo recante misure contro la prostituzione: dichiarazione del Presidente dell'UNICEF Italia Vincenzo Spadafora

Roma, 11 settembre 2008 - «Ci chiediamo quale sia la ratio del Disegno di legge sulla prostituzione approvato dal Consiglio dei Ministri nella parte riguardante i minori stranieri non accompagnati e il loro possibile rimpatrio assistito.

L'aver ratificato la Convenzione sui Diritti dell'infanzia, che pone il superiore interesse dei bambini e degli adolescenti al centro di qualunque azione rivolta ai minorenni, impone una seria riflessione sulla logica sottesa al provvedimento adottato.

Stare dalla parte dei minorenni non accompagnati vittime della prostituzione significa aumentare le loro opportunità di scelta e non significa prevedere la scrittura di regolamenti che stabiliranno "procedure accelerate e semplificate" per il loro rimpatrio assistito.

È drammaticamente visibile nelle nostre strade come l'età media di chi viene costretto a prostituirsi sia sempre più bassa.

È pertanto utile un'azione di contrasto a questa moderna forma di schiavitù ma, al contempo, è indispensabile un'adeguata assistenza alle vittime di schiavisti senza scrupoli, rispettando pienamente l'integrità dei diritti dei minori.

È necessario uscire da un'ottica emergenziale quando si tratta d'infanzia ed adolescenza.

Chiediamo che il Governo si faccia carico di colmare il vuoto causato dalla mancanza di un Piano nazionale per l'infanzia e l'adolescenza, unico strumento in grado di fornire il quadro di riferimento adeguato a promuovere i diritti e a compiere passi significativi verso l'eliminazione di forme inaccettabili di sfruttamento dei bambini e degli adolescenti.

Chiediamo al Governo e al Parlamento di ascoltare - durante l'iter parlamentare del Disegno di Legge - la voce della società civile e delle associazioni che quotidianamente lavorano con i minorenni per migliorare il provvedimento in esame.

L'UNICEF è pronta a fare la sua parte».
 

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