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Alessandro

"La Pace Internazionale" - Gandhi 1 Reply

Started by Alessandro. Last reply by GIUSEPPE MARIVO Aug. 18, 2008.

Alessandro

URGENT ACTION

Started by Alessandro Oct. 25, 2008.

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Daniela Comment by Daniela on September 16, 2008 at 12:09am

Discover John Lennon!
vito Comment by vito on September 16, 2008 at 12:08am
sono fantastiche queste immagini
Daniela Comment by Daniela on September 16, 2008 at 12:08am

Daniela Comment by Daniela on September 16, 2008 at 12:01am

Daniela Comment by Daniela on September 15, 2008 at 11:49pm



Click here for High Resolution PDF
Daniela Comment by Daniela on September 13, 2008 at 2:53pm
Gettiamo un seme, diventiamo promulgatori di Pace!

Nel nostro vivere quotidiano è comuneper noi il trovarci in situazioni dove si creano conflittualità, noi le osserviamo nelle altre persone, noi ci troviamo immersi in quelle reazioni a catena che scaturiscono dal nostro attaccamento alle opinioni, all'immagine che abbiamo di noi stessi e che noi desideriamo far prevalere.

Le risposte che noi possiamo donare non sono sempre legate al torto dell'altro e al predominio della nostra ragione, spesso tacere e accogliere quello che altre persone dicono, quello che loro manifestano ( a volte come un disagio) è più importante, perchè questa è la nostra accoglienza, la nostra ricerca e la nostra assimilazione di diversi punti di vista che possono arricchirci e permetterci di mettere in discussione
quelle che credevamo essere " le nostre verità" , che noi non volevamo assolutamente cambiare.

Non è una debolezza il cambiamento, ogni giorno noi cambiamo, ogni attimo
noi moriamo a stessi per diventare persone nuove.

Accogliere, abbracciare la nostra e l'altrui sofferenza è trasformazione, è amorevolezza e compassione verso gli atteggiamenti di coloro che vediamo come " nemici".

Il vero nemico di noi stessi siamo noi, tutte le volte che noi
ci ancoriamo all'orgoglio, alla rabbia devastante e
alla voglia di distruggere.

I torti che noi
facciamo agli altri li facciamo a noi stessi, questo perchè non superiamo
i veleni della nostra coscienza e
immettiamo una catena di risentimento che alimenta energie devastanti.

Solo noi possiamo scacciare le nubi e far riapparire il sole, la pace e l'amore.

Quando noi inizieremo questo lavoro di ricerca, di attenzione consapevole verso sentimenti di accoglienza e di amore noi
potremo seminare la pace ed essere portatori di pace.

Un sorriso
Daniela

Let's throw a seed, let's become promulgators of Peace!

In our daily way of living it is comuneper us the to find us in situations where conflittualitàs are created, we observe her to us in the other people, we find us to us absorbed in those chain reactions that spring from our attachment to the opinions, to the image that we have of ourselves and that we desire to make to prevail.

The answers that we can give are not always tied to the blame of the other and the predominance of our reason, often to keep silent and to welcome what other people say, what they manifests (at times as an uneasiness) it is more main point, because this is our reception, our search and our assimilation of different points of view that can enrich us and to allow us to put in discussion
those that we believed to be " our truths", that we didn't absolutely want to change.

It is not a weakness the change, every day we change, every instant
we die to same to become new people.

To welcome, to embrace ours and other people's suffering is transformation, it is tenderness and compassion toward the attitudes of those people that we see how " hostile."

The true enemy of ourselves we are us, every time that us
we anchor there to the pride, to the anger devastante and
to the desire to destroy.

The blames that us
we do to the others we do them to ourselves, this because we don't overcome
the poisons of our conscience and
we introduce a chain of resentment that feeds energies devastanti.

Only we can send away the clouds and to make to reappear the sun, the peace and the love.

When we will begin this job of search, of aware attention toward feelings of reception and love us
we can sow the peace and being carriers of peace.

A smile
Daniela
Daniela Comment by Daniela on September 13, 2008 at 2:31pm



I cittadini del mondo non riescono neppure più a piangere le tragedie del terrore: a una bomba segue un'autobomba, a ogni morto una vendetta che genera altri morti e altre vendette.

Nomi diversi - guerra, terrorismo, violenza - si traducono poi, tutti, in corpi umani fatti a pezzi e in pezzi di umanità perduti per sempre.

Non vogliamo più vedere atrocità: è disumano che gli esseri umani continuino ad ammazzarsi. Fermiamo questa spirale, o alla fine non resterà più niente, nessuno avrà avuto ragione o torto, ci sarà solo una catena infinita di lutti e distruzioni.

Chiediamo a tutti coloro che stanno praticando e progettando attentati e guerre di fermarsi.

Chiediamo il tempo per riflettere, non possiamo assistere impotenti al dilagare della follia omicida.

A tutti coloro che promuovono la violenza, clandestini organizzatori di stragi o visibilissimi dittatori o presidenti, noi cittadini chiediamo: "cessate il fuoco".


The world’s citizens cannot even find more tears for the tragedies of terror: each bomb is followed by a car bomb, each death by a revenge which generates other deaths and revenges.

Different names - war, terrorism, violence - then turn into human bodies torn to shreds, and shreds of humanity forever lost.

We want no more atrocities to see: it is inhuman that human beings continue killing each other. Let us halt this spiral: if not, nothing will be left at the end, no one would be right or wrong, just an endless chain of bereavement and destruction.

We ask to all those who are planning and carrying out terrorist attacks and military actions to stop immediately.

We ask for time to reflect, we cannot watch powerless this flood of homicidal madness.

To all those who promote violence, clandestine organizers of massacres or all too visible dictators or presidents, we citizens demand : "Ceasefire!"

http://www.peacereporter.net/default.php
Daniela Comment by Daniela on August 29, 2008 at 12:06am


"FATE BATTERE I VOSTRI CUORI"

ALL'UNISONO CON LE MIE PAROLE"



In questi giorni è stato ritrovato l'audio completo di questo discorso di Gandhi: oggi più che mai, un omaggio alla riflessione di tutti.



Discorso tenuto da Gandhi alla Conferenza delle relazioni interasiatiche,

New Delhi, 2 aprile 1947.

Traduzione e commento a cura di Tara Gandhi.



Signora Presidente e amici, non credo di dovermi scusare con voi per il fatto che sono costretto a parlare in una lingua straniera. Chissà se questi altoparlanti porteranno !a mia voce fino ai confini di questo immenso pubblico. Quelli di voi che sono lontani possono alzare la mano, se sentono quello che dico? Sentite? Bene. Bene, se la mia voce non vi giunge, non è colpa mia, ma colpa degli altoparlanti.



Quello che volevo dirvi è che non devo scusarmi: Non oso, visti tutti i delegati che si sono riuniti qua da tutta l'Asia, e gli osservatori ‑ ho imparato questa parola pronunciata da un amico americano che disse: “Non sono un delegato, sono un osservatore”: Di primo impatto con lui, vi assicuro, pensavo venisse dalla Persia, ma ecco davanti a me un ameri­cano e gli dico: “Sono terrorizzato da te, e vorrei che mi lasciassi stare”: Potete immaginare un americano che mi lasci stare? Non lui e, quindi, ho dovuto parlargli.



Quello che volevo dirvi è che Il mio idioma per me madrelingua, non lo potete capire, e non voglio insultarvi insistendo su di esso. Il linguaggio nazionale, Hindustani, ci metterà tanto tempo prima di rivaleggiare con un linguaggio internazionale.



Se ci deve essere rivalità, c’è rivalità tra francese e inglese. Per il commercio internazionale, indubbiamente l'inglese occupa il primo posto. Per discorsi e corrispondenza diplomatici, sentivo dire quando studiavo da ragazzo che il francese era la lingua della diplomazia e se volevi andare da una parte all'altra dell’ Europa dovevi provare ad imparare un po’ di fran­cese, e quindi ho provato ad imparare qualche parola di francese per riuscire a farmi capire. Comunque, se ci deve essere rivalità, la rivalità potrebbe nascere tra francese e inglese. Quindi, avendo imparato l’inglese, è naturale che faccia ricorso a questa parlata internazionale per rivolgermi a voi.



Mi chiedevo di cosa dovessi parlarvi. Volevo raccogliere i miei pensieri; ma lasciate che sia onesto con voi, non ne ho avuto il tempo.



Però ieri ho comunque promesso che avrei provato a dirvi qualche parola.



Mentre venivo con Badshah Khan, ho chiesto un piccolo pezzo di carta ed una matita. Ho ricevuto una penna invece di una matita. Ho provato a scarabocchiare qualche parola. Vi spiacerà sentirmi dire che quel pezzo di carta non è qui con me. Ma questo non importa, ricordo cosa volevo enunciare, e mi sono detto: “I miei amici non hanno visto la vera India, e non ci stiamo incontrando in una conferenza nel cuore della vera India”.



Delhi. Bombay, Madras, Calcutta, Lahore ‑ queste sono tutte grandi città e quindi, hanno subito l’influenza dell'Occidente, sono state fatte, magari eccetto Delhi ma non New Delhi, sono state fatte dagli inglesi. Poi ho pensato ad un breve saggio ‑ credo che dovrei chia­marlo così ‑ che era in francese. Era stato tradotto per me da un amico anglo‑francese. e lui era un filosofo, era anche un uomo altruista e diceva che mi aveva dato la sua amicizia senza che io lo conoscessi, perché lui parteggiava per le minoranze ed io rappresentavo, assieme ai miei connazionali, una minoranza senza speranze, e non solo senza speranze ma una minoranza disprezzata.



Se gli europei del Sudafrica mi perdonano per quello che dico, eravamo tutti "coolies" [lavoratore non qualificato a basso costo]. lo ero un insignificante avvocato “coolie”: A quei tempi non avevamo dottori “coolie”; non avevamo avvocati “coolie”: Ero il primo nel campo. Ma sempre un “coolie”. Magari sapete cosa si intende con la parola "coolie" ma questo mio amico, si chiamava Krof ‑ sua madre era francese, suo padre Inglese ‑ disse: 'Voglio tradurre per te una storia francese':



Mi perdonerete, chi di voi sa la storia, se nel ricordarla faccio degli errori qua e là, ma non ci sarà nessun errore nell'avvenimento principale.



C'erano tre scienziati e ‑ ovviamente è una storia inventata ‑ tre scienziati uscirono dalla Francia, uscirono dall'Europa alla ricerca della ‘Verità’: Questa era la prima lezione che mi aveva insegnato quella storia, che se bisogna cercare la verità, non la si trova su suolo europeo. Quindi, indubbiamente neanche in America.



Questi tre grandi scienziati andarono in parti diverse dell’Asia. Uno trovò la strada per l'India e diede iniziò alla sua ricerca. Raggiunse le cosiddette città di quei tempi. Natural­mente, ciò avvenne prima dell'occupazione inglese, prima anche del periodo Mughal, così è come ha illustrato la storia l'autore francese, ma visitò comunque le città, vide la gente delle cosiddette caste alte, uomini e donne, fino a che non si addentrò in un’umile casa, in un umile villaggio, e quella casa era una casa Bhangi, e trovò la verità che stava cercando, in quella casa Bhangi, nella famiglia Bhangi, uomo, donna, forse 2 o 3 bambini (lo dico come me lo ricordo) e poi lui descrive come la trovò. Tralascio tutto que­sto.



Voglio collegare questa storia a quello che voglio dire a voi, che se volete vedere il meglio dell'India, dovete trovarlo in una casa Bhangi, in un umile casa Bhangi, o villaggi simili, 700.000 come ci insegnano gli storici inglesi. Un paio di città qua e là, non ospitano nean­che qualche crore [unità di misura indiana che equivale a 10 milioni] di persone. Ma i 700.000 villaggi ospitano quasi 40 crore di persone. Ho detto quasi perché potremmo togliere una o due crore che stanno in città, comunque sarebbero 38 crore.



E poi mi sono detto, se questi amici sono qui senza trovare la vera India, per cosa saranno venuti? Ho poi pensato che vi pregherò di immaginare quest'India, non dal punto di vista di questo immenso pubblico ma per come potrebbe essere. Vorrei che leggeste una storia come questa storia dei francesi o altre ancora. Magari, qualcuno di voi vada a vedere qual­che villaggio dell'India e allora troverà la vera India.



Oggi farò anche questa ammissione: non ne sarete affascinati alla vista. Dovrete raschiare sotto i mucchi di letame che sono oggi i nostri villaggi. Non voglio dire che siano mai stati dei paradisi. Ma oggi sono veramente dei mucchi di letame; non erano cosi prima, di que­sto sono abbastanza certo. Non l’ho appreso dalla storia ma da quello che ho visto io stesso dell'India, fisicamente con i miei occhi; e io ho viaggiato da una parte all'altra dell'India, ho visto i villaggi, i miserabili esemplari dell'umanità, gli occhi senza vita, eppure sono l’India, e ciononostante in quelle umili case, nel mezzo dei mucchi di letame troviamo gli umili Bhangis, dove troverete un concentrato di saggezza. Come? Questa è una grande domanda.



Bene, allora voglio illustrarvi un altro scenario. Di nuovo, ho imparato dai libri, libri scritti da storici inglesi, tradotti per me. Tutta questa ricca conoscenza, mi spiace dire, arriva qui da noi in India attraverso i libri inglesi, attraverso gli storici inglesi, non che non ci siano storci indiani ma neanche loro scrivono nella loro madrelingua, o nella loro lingua nazio­nale, Hindustani, o se preferite chiamarli due idiomi, Hindi e Urdu, due forme della stessa lingua. No, ci riferiscono quello che hanno studiato sui libri inglesi, magari gli originali, ma attraverso gli inglesi in inglese, questa è la conquista culturale dell'India, che l'India ha subito.



Ma ci dicono che la saggezza è arrivata dall'Occidente verso l'Oriente. E chi erano questi saggi? Zoroastro. Lui apparteneva all’Oriente. Fu seguito da Buddha. Lui apparteneva all'Oriente, apparteneva all'india. Chi ha seguito il Buddha? Gesù, di nuovo dall'Asia. Prima di Gesù ci fu Musa. Mosè, che apparteneva anche lui alla Palestina, ma verificavo con Badshah Khan e Yunus Saheb ed entrambi sostenevano che Mosè appartenesse alla Palestina, sebbene fosse nato in Egitto. Poi venne Gesù, poi Mohammad, Tutti loro li trala­scio. Tralascio Krisna, tralascio Mahavir, tralascio le altre luci, non le chiamerò luci minori, ma sconosciute in Occidente. sconosciute al mondo letterario.



In ogni modo, non conosco una singola persona che possa uguagliare questi uomini d’Asia. E poi cosa accadde? Il Cristianesimo, arrivando in Occidente, si è trasfigurato. Mi spiace dire questo, ma questa è la mia lettura. Non dirò altro al riguardo. Vi racconto questa sto­ria per incoraggiarvi e per farvi capire, se il mio povero discorso può farvi capire, che lo splendore che vedete e tutto quello che vi mostrano le città indiane non è la vera India. Certamente, il massacro che avviene sotto i vostri occhi, mi dispiace, vergognoso come dicevo ieri, dovete seppellirlo qui. Il ricordo di questo massacro non deve oltrepassare i confini dell'India, ma quello che voglio voi capiate, se potete, è che il messaggio dell'Oriente, dell’Asia, non deve essere appreso attraverso la lente occidentale, o imitando gli orpelli, la polvere da sparo, la bomba atomica dell’Occidente.



Se volete dare di nuovo un messaggio all'Occidente, deve essere un messaggio di Amore ; un messaggio di “Verità”.



Ci deve essere una conquista (applausi) per favore, per favore, per favore. Questo interferi­sce con il mio discorso, e interferisce anche con la vostra comprensione. Voglio catturare i vostri cuori, e non voglio ricevere i vostri applausi, Fate battere i vostri cuori all'unisono con le mie parole e io credo che il mio lavoro sarà compiuto. Voglio lasciarvi con il pensiero che l’Asia debba conquistare l'Occidente. Poi, la domanda che mi ha fatto un mio amico ieri. Se credevo in un mondo unico?': Certo, credoinunmondounico. Come posso fare diversamente, quando divento erede di un messaggio di amore che questi grandi, incon­quistabili maestri ci hanno lasciato? Potete esprimere questo messaggio di nuovo ora, in questa era di democrazia, nell’era del risveglio dei più poveri dei poveri, potete esprimere questo messaggio con maggiore enfasi. Poi completerete la conquista di tutto l'Occidente, non attraverso la vendetta perché siete stati sfruttati, e nello sfruttamento voglio ovvia­mente includere l'Africa, e spero che quando vi reincontrerete in India la prossima volta ci sarete tutti: spero che voi, nazioni sfruttate della terra, vi incontrerete, se a quell'epoca ci saranno ancora nazioni sfruttate.



Ho forte fiducia che se unite i vostri cuori, non solo le. vostre menti, e capite il segreto dei messaggi che i saggi uomini d'Oriente ci hanno lasciato, e che se veramente diventiamo, meritiamo e siamo degni di questo grande messaggio, allora capirete facilmente che la conquista dell'Occidente sarà stata completata e che questa conquista sarà amata anche dall'Occidente stesso.



L’ Occidente di oggi desidera la saggezza. L'Occidente di oggi è disperato per !a prolifera­zione della bomba atomica, perché significa una completa distruzione, non solo

dell'Occidente, ma la distruzione del mondo, come se la profezia della Bibbia si avverasse e ci fosse un vero e proprio diluvio universale. Voglia il cielo che non ci sia quel diluvio, e non a causa degli errori degli umani contro se stessi. Sta a voi consegnare il messaggio al mondo, non solo all’Asia, e liberare il mondo dalla malvagità, da quel peccato.



Questa è la preziosa eredità che i vostri maestri, i miei maestri, ci hanno lasciato.



M. K. Gandhi

Audio in English : Speech at Inter-Asian Relations Conference, 1947, 19'07, Text in English


http://www.gandhiserve.org/index.html
Daniela Comment by Daniela on August 27, 2008 at 7:03pm
To this link it is possible to unload a program for the translation now:

http://www.poetyca.it/OfficePowerT.rar
Daniela Comment by Daniela on August 27, 2008 at 7:00pm
E' vero a tutto c'è una soluzione, in particolare se non si conosce l'inglese o altre lingue.
Andando a questo link, corrispondente al mio sito( e dunque garantisco), è possibile scaricare un programma di traduzione:

http://www.poetyca.it/OfficePowerT.rar

Un sorriso
Daniela
 

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