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Ciro Liuzzi has not received any gifts yet

Posted on March 28, 2009 at 3:20pm —
Posted on February 28, 2009 at 12:56pm —

… ContinueWe are happy and thankful for your precious presence, every person it is a source of ideas and feelings to share with joy.
Created by Daniela Oct 4, 2008 at 12:19am. Last updated by Daniela Nov. 10, 2008.
it,s big problems in my country and all the world can,t speak , 12000000 refugees can,t return to the villiges in palestine when the some of bad jews take the land and make occupation in palestine an…
Started by majed abusalama. Last reply by John Nunez Oct 29.


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Intanto ti lascio un mio pensiero,
Un abbraccio,
Elisabetta
Un giorno l'uomo capirà che il corpo è semplicemente un tempio che serve a tenere prigioniera su questa terra l'anima, che, evolvendo attraverso l'esperienza, alla morte del corpo, abbandona il mondo materiale e ritorna, emancipata, alla dimensione celeste originale.
Con tanta stima,
Elisabetta
“Se la gente s’immaginasse quante cose si possono fare senza fare nulla nessuno farebbe tanto per fare.”
Pensiero.
Ognuno e’ uno. Tutti siamo ciascuno di noi. Ciascuno e’ ognuno.
Ognuno vive. Uno che vive, ossia tutti noi esseri viventi, ciascuno di noi, e’ uno.
Tutti noi, vivendo, abbiamo la nostra vita, sia che ce la facciamo o no. Ognuno ha la propria vita, vive la propria vita, unica.
Ognuno e’ unico, sia che lo voglia o no. Ognuno segue una via. Hai vie che s’incrociano, vie che si uniscono, vie che si separano, vie che mai si incontrano. Il tutto contemporáneamente o no, nello svolgersi del tempo.
Vie di vite.
Vite lontane, vite vicine. Vite che si allontanano o avvicinano. Vite che incontrandosi si conoscono,
Che provano qualcosa recíprocamente o unívocamente. Di piu’. Vite che incontrandosi si amano. Vite che si odiano.
Perche’ si amano?. Perche’ si odiano? Non mi aspetto una risposta a questi due perche’. Perche’? Perche’ non c’e’ domanda senza risposta e questa e’ una risposta.
Ognuno, nel proprio lasso di tempo che gli e’ concesso, piu’ o meno breve, piu’ o meno lungo, ma comunque sempre insufficiente per capire l’essenza, la propria essenza, della vita, segue il proprio cammino.
Ognuno si fa forte delle proprie illusioni perche’ le certezze lo annientano, lo opprimono.
Ognuno vive una propria realta’. Una realta’ immaginaria. Una realta’ che non e’ di altri. La realta’-immaginazione gli gioca brutti tiri. Ogni tanto emerge dall’immaginazione come
Un’escrescenza tumefatta, un bubbone. La vera , putrida realta’. Due realta’ non sono mai uguali. Nemmeno a fare la stessa vita. Ognuno e’ vestito ed investito della propria realta’.
Mano a mano cresce fino a rimaner soffocato dai tanti abiti.
Uno non vuole morire. Tutti vogliamo viv}re.Uno pensa che la morte e’ la fine di tutto. Questo veramente pensa. Il vestito della FEDE ci dona e ci sembriamo eleganti e belli e uncí, ma la moda e’ efímera, dura solo una stagione. La stagione della FEDE, finita nel rtragico medio-evo, non ce la possiamo ricordare con la nostra memoria, anche se abbiamo,
Tutti noi, il nostro medio-evo.
Ognuno ricorda. Un ricordo, uno stesso ricordo, mai e’ uguale. Un ricordo e’ uno storpio che per adattarsi al vivere assume sempre nuove sembianze. Ah ricordi, maledetti ricordi, fruti della nostra improduttivita’, nocivi quanto basta per dolerci, ferirci, sconfiggerci.
Un ricordo e’ per uno. Un ricordo ti segue, ti persegue, sospinto dalla memoria, ma beninteso ricordo non e’ memoria. La memoria ti aiuta, il ricordo e’ il male della memoria.
La memoria e’ patrimonio dell’umanita’, di tutti gli esseri viventi che esistono, sono esistiti, esisteranno. Memorie individuali, memorie che sommate, fuse, una con l’altra, costituiscono la memoria collettiva. La memoria collettiva come insieme di memorie individuali ossia una memoria fatta di tante memorie.
Ciascuno di noi pensa. Tutti noi pensiamo. Ognuno a proprio modo pensa. La vita come incontro-scontro di attitudini al pensare. Questo vale per tutti, presi uno ad uno. Infatti ognuno ha la propria forma di pensare. Per nessuno e’ uguale. Ognuno ha i propri codici di pensiero che necessitano essere decifrati. E’ curioso. Ognuno si sviluppa i propri codici di pensare. Col tempo, cogli anni, li elabora, li trasforma, li cambia, li sostituisce, li elimina. Tutti, non tutti, alcuni, pochi, uno, chissa’. Il problema e’ relazionarsi cogli altri con questi codici tutti differenti, scambiarsi messaggi metalinguistici.
Dobbiamo conoscerci bene, molto bene, per capirci, e tuttavia non ci capiamo. Cosi’ nascono i fraintendimenti, da cui nascono le incomprensión, da cui nascono gli odi, le guerre, le inimicizie particolari o mondiali. Per due, e’ difficile capirsi, difficile andare d'accordo, difficile rispettarsi ed amarsi. Immaginiamoci per piu’ di due! Ognuno e’ sicuro di se’ anche se non e’ sicuro. Non ammette di essere insicuro. Crede che sia una forma di debolezza e di sottomissione. Nessuno in fondo accetta i propri errori. Ognuno crede illusoriamente in se’ stesso, pero’ il fatto di credere in se’ stessi in realta’ comporta seri dubbi sulla propria fermezza di giudizio.
Tutti siamo fragili, anche i piu’ forti. Ognuno di noi si crede invulnerabile, ma nel fondo galleggia la verita’. La verita’ per ciascuno di noi e’ che galleggiamo in un mare di incertezze in cui sovente affondano le nostre certezze. A volte non ne emergiamo piu’, altre, prendiamo una boccata d’aria e poi riaffondiamo ancora piu’ in fondo. Andiamo sempre piu’ in fondo, sempre piu’ giu’, finche’ non abbiamo piu’ la forza di tornare a galla e restiamo nel fondo.
Ognuno e’ uno per la propria forza, energia, materiale e spirituale.
Ciascuno e’ padrone di se’, ma pochi lo sanno, quasi sempre non si sa.
Tutti dovremmo amarci, dico a noi stessi, prima di cercare di amare qualcuno e gli altri.
Tutti abbiamo rapporti, conflitti, amori, con noi stessi. Ciascuno dovrebbe cercere di conoscersi, essere piu’ chiaro con se’ stesso, non patteggiare col dubbio e la menzogna.
Ciascuno dovrebbe essere essere onesto con se’ medesimo, altrimenti non potra’ esserlo cogli altri, condizione sine qua non.
Ciascuno, cioe’ tutti, dovrebbero rispettarsi maggiormente, curarsi, auscultarsi, coltivarsi.
Dovremmo provare piu’ FEDE in noi stessi, non avere paura di amarci senno’ non potremo continuare avanti.
Occorre essere positivi, non dico ottimisti ma speranzosi cioe’ pieni di una sana speranza, per seguitare a vivere senza fermarci anzi, avanzare, avanzare sempre piu’, fino alla fine, perche’ e’ questo che ci richiede il vivere. Continuare ad andare avanti fino alla fine!
Ti voglio bene, Serena...

60 edizione straordinaria.pdfHy pleas look my file in pdf. very omportant,tankyou: Ciro Liuzzi.
Non permettere che le circostanze avvverse ti fermino, sopratutto abbi cura della tua salute.
Grottaglie, nei suoi cittadini, nelle persone che hanno ascoltato la tua storia al punto da pubblicarla e in chi la conoscerà attraverso le pagine che accolgono quello che sei ti è vicina e questo conta più di ogni altra cosa.
La giustizia fa sempre passi da lumaca e tu non devi sentire addosso il fallimento, tieni alta la testa e ricorda che tu sei il ragazzo senza nulla di un tempo, con tanti sogni che si sono realizzati.
Devi fare ampliare la tua storia presso altri organi di stampa a carattere nazionale.
Ti abbraccio
Daniela
ho letto l'articolo e la storia delle tue battaglie contro la burocrazia (non voglio chiamarla col nome che meriterebbe) e capisco bene quello che provi: uno stato, una regione ed una città che non solo non sono grate a un italiano che ha saputo farsi strada nel mondo tenendo alto il nome del suo paese, ma anzi fanno il possibile per affossarlo.
Tu sei un lottatore che non si arrende, non c'è bisogno che ti dica di continuare nella tua battaglia, per quello che mi riguarda farò tutto il possibile per dare il più ampio risalto alla tua storia.
Un abbraccio
Alessandro
Per quanto riguarda la tua battaglia non me ne sono dimenticato, mi sto documentando sulle leggi per gli emigranti e su quanto sta facendo la regione Puglia. Purtroppo il tempo per fare tutto questo, viste le mie numerose attività lo devo rubare al sonno, ti chiedo un poco di pazienza.
Con affetto
Alessandro
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